“L’Amore è sempre amore per il nome” Hungry Hearts- Commento psico-cinematografico

Hungry Hearts è un film drammatico diretto da Saverio Costanzo tratto dal romanzo Il bambino indaco di Marco Franzoso. È stato presentato in concorso al Festival di Venezia del 2014, dove ha vinto due Coppe Volpi per le interpretazioni di Adam Driver e Alba Rohrwacher.

Hungry Hearts è un film molto complesso, sia da un punto di vista tecnico che umano. Il regista sfrutta molti accorgimenti tecnici cinematografici, come la scelta di luoghi chiusi e oppressivi, per cui lo spazio diventa radiografia del sentire, o il ricorrere ai piani sequenza (quello iniziale), all’uso di lenti deformanti, che sottolineano l’incedere dell’ossessione di Mina, e alla scelta di posizioni di ripresa che spesso non sono “realistici”, ma esprimono punti di vista distorti.

La storia che racconta è una parabola ossessiva, a cui noi iniziamo ad assistere dall’incontro dei due protagonisti: il senso di prigionia e oppressione parte dal bagno fetido di un ristorante di bassa categoria. La maestria tecnica che il regista esprime concorre a rappresentare in maniera fortemente emotiva i mondi interni dei personaggi, soprattutto di Mina, che risultano difficilmente narrabili in altro modo.

I temi trattati sono attuali e antichi: la solitudine legata alle difficoltà della maternità, la “corruzione” del mondo moderno, la difficoltà degli uomini di trovare un ruolo paterno adeguato al mondo che è cambiato, l’ideologia contro il proprio sentire. Il regista ha scelto di dare solo pennellate e accenni rispetto alla storia pregressa ma anche a quella che si svolge sotto i nostri occhi, e infatti ci propone lunghi salti temporali espressi da uno schermo nero, in linea con il buio che gradualmente cala sulla felicità dei neo genitori.

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Il divezzamento dei bambini

L’inizio di un’alimentazione complementare è un passaggio importante e delicato per le mamme e i loro bambini. Gli incontri forniranno spunti di riflessione e strumenti pratici per una dieta bilanciata e sana.

Due incontri per parlare di alimentazione nei primi anni di vita del bambino:

Venerdì 27 maggio dalle 16.30 alle 18.30
***A proposito di divezzamento.  Come, quando e perché iniziare un’alimentazione complementare***
L’introduzione di un’alimentazione fatta non più di solo latte pone i neo­genitori di fronte a scelte e riflessioni. Il divezzamento è un passaggio estremamente importante nella relazione madre­bambino, perché implica un processo di crescita verso l’autonomia di entrambi e necessita perciò di molta attenzione per trovare un equilibrio fra i bisogni del bambino e quelli della mamma.
Scopriamo quando e come proporre ai piccoli un nuovo modo di alimentarsi incentivando l’ascolto e la comprensione delle necessità del bambino e della mamma.

Incontro è a cura della Dott.ssa Azzurra Di Iulio, Naturopata, esperta di alimentazione e della Dott.ssa Francesca Berti, Psicologa, esperta di maternità (www.francescaberti.it)
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Venerdì 10 giugno dalle 16.30 alle 18.30
***L’alimentazione del bambino dai 6 mesi ai 2 anni***
Le tappe del divezzamento sono spesso presentate come rigide regole da seguire alla lettera, guai a sbagliare! La qualità degli alimenti proposti al bambino incidono sulla sua crescita, sul formarsi del gusto e delle sue difese naturali e pongono sempre più interrogativi nella famiglia.
In questo incontro forniremo strumenti pratici per una dieta bilanciata e sana fin dalle prime pappe per nutrire con attenzione e fantasia: quali cibi prediligere, i loro valori nutritivi e come cucinarli, i vantaggi dell’alimentazione biologica e casalinga.

Incontro è a cura di Dott.ssa Azzurra Di Iulio, Naturopata, esperta di alimentazione

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COSTO: 25 euro a incontro.
I due incontri sono disgiunti, quindi si può partecipare a uno e/o all’altro.

Dove?
Ass. Co-Cò Spazio CO-STANZA Via del Ponte alle Mosse, 32/38 Rosso – Firenze

È necessaria la prenotazione a: info@spaziocostanza.it o allo 055 2741095.

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Quando la cicogna porta la crisi di coppia..ne parla la dott.ssa Francesca Berti

“Lo abbiamo desiderato tanto. E siamo stati felici di sapere che aspettavamo Andrea. Ci siamo divertiti a risistemare la casa per accoglierlo. Siamo stati al settimo cielo quando lo abbiamo avuto finalmente fra le braccia. Ma lentamente qualcosa è cambiato. La distanza tra noi è aumentata e anche la freddezza. Il suo arrivo ci ha allontanati..”

Molte coppie raccontano di crisi che percepiscono essere iniziate con la nascita dei figli.
In maniera spesso inaspettata un evento che è atteso con gioia e trepidazione si trasforma in un percorso a ostacoli per costruire un nuovo equilibrio familiare.
Negli ultimi trent’anni le separazioni nei primi tre anni di vita dei figli sono in costante ascesa.
E’ stato anche coniato il termine “Baby Shock” per definire questo fenomeno, a sottolineare il forte impatto che sta avendo sulla nostra società.
Al di là dei numeri, l’arrivo del primogenito sicuramente porta una rivoluzione enorme nella nostra vita di coppia: se prima ci guardavamo negli occhi, adesso guardiamo insieme verso qualcun altro, fuori da noi. E’ certamente un cambiamento evolutivo, perciò naturale e positivo, ma non bisogna sottovalutare i segnali di disagio, che troppo spesso compaiono precocemente e non sono adeguatamente ascoltati.
In greco il termine crisis deriva dal verbo krinein decidere, distinguere e significa, quindi, scelta, decisione. La parola crisi può essere intesa nel senso di grave incertezza, instabilità e difficoltà in relazione all’accumularsi di conflitti irrisolti che i partner non hanno saputo gestire.
Ma crisi significa anche momento di passaggio che richiede scelte non più rinviabili e offre la possibilità di un’evoluzione positiva.
Vivere insieme è un percorso di continua co-costruzione fondata sulla capacità di conservare quello che c’è e di creare insieme il nuovo.
Come ogni fenomeno dell’esistenza umana anche la vita di coppia è un processo, un continuo divenire il cui cambiamento si costituisce attimo dopo attimo e può portare alla trasformazione positiva della coppia, se le persone riescono a tenere in vita un nucleo di base, la relazione d’amore, accompagnandolo con la modifica pressoché continua delle modalità espressive e dello stile di vita.

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